CONGEDO OBBLIGATORIO PER I PAPA

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale che introduce i congedi per il lavoratore padre

 

Il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 22 dicembre 2012, pubblicato in G.U. del 13 febbraio scorso, ha introdotto, in via sperimentale per gli anni 2013-2015, il congedo obbligatorio e facoltativo del lavoratore padre in caso di nascita di un figlio, oltre a forme di contributi economici alla lavoratrice madre, per favorire il rientro dei genitori nel mondo del lavoro al termine del periodo di congedo.

La nuova disciplina si applica alle nascite avvenute a partire dal 1° gennaio 2013.

Il congedo obbligatorio e il congedo facoltativo (di cui all'art. 4, comma 24, lett. a, della Riforma Fornero) sono fruibili dal padre, lavoratore dipendente, entro il  quinto mese di vita del figlio.

Il congedo obbligatorio di 1 giorno fruibile dal padre anche durante il congedo di maternità della madre lavoratrice, in aggiunta a quest’ultimo.

Il congedo facoltativo di 1 o 2 giorni, anche continuativi, è invece fruibile solo a condizione della scelta della madre lavoratrice di non fruire di altrettanti giorni del proprio congedo di maternità, anticipando, di conseguenza, il termine finale del congedo post-partum di un numero di giorni pari al numero di giorni fruiti dal padre.

Il congedo facoltativo è fruibile dal padre anche contemporaneamente all'astensione della madre.

I congedi si applicano anche ai padri adottivi e affidatari.

Per i giorni di congedo il lavoratore padre ha diritto ad un’indennità giornaliera, a carico dell’Inps, pari al 100% della retribuzione.

Per poter usufruire dei congedi, il lavoratore padre deve comunicare al datore di lavoro, in forma scritta (o tramite il sistema informativo aziendale di gestione delle assenze), i giorni in cui intende fruirne, con un anticipo non inferiore a 15 giorni, se possibile, sulla base della data presunta del parto.

In caso di congedo facoltativo, è necessario allegare alla richiesta la dichiarazione della lavoratrice madre di non fruizione del congedo di maternità per un numero di giorni equivalente a quello fruito dal lavoratore padre (con