RITO FORNERO, ANCHE PER I LICENZIAMENTI COLLETTIVI
La Legge Fornero (legge n. 92/2012) si applica anche ai licenziamenti collettivi, sia nella sua parte sostanziale che in quella processuale. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma, sez. lavoro, con ordinanza del 21 gennaio 2014, nel corso di un procedimento avviato per una procedura di licenziamento collettivo intrapresa nei confronti di 15 dipendenti.
 
Nel caso di specie, a fronte dell’impugnazione del licenziamento proposta da una lavoratrice, la società aveva chiesto che venisse dichiarata l’inammissibilità della domanda, dal momento che quest’ultima era stata avanzata con le modalità previste dalla legge 92/2012. Eccezione reputata infondata dal Tribunale, che ha ritenuto il nuovo modello processuale vada correttamente applicato anche in caso di licenziamento collettivo.

Si legge nell’ordinanza che “l’assoggettamento del licenziamento collettivo alle tutele previste dall’articolo 18 (dello Statuto dei lavoratori) fa rientrare lo stesso nel novero dei licenziamenti per il quali il comma 47 (della legge 92/2012) prevede l’utilizzo del nuovo rito”. Sarebbe irragionevole, secondo la sezione lavoro, che lo strumento introdotto per una rapida definizione delle controversie lavoristiche più delicate non possa applicarsi anche alla materia del licenziamento collettivo, che, tra l’altro, è quella di maggiore valore economico.

 
Altrettanto è stato ritenuto sul piano sostanziale: nel caso di specie, dopo aver valutato come insussistenti le ragioni alla base della procedura di licenziamento collettivo, la sezione lavoro ha ritenuto applicabile la disciplina prevista dal nuovo art. 18, comma 7, dello Statuto dei lavoratori, relativa alle ipotesi di “manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per giustificato motivo”. Una disposizione che, sia pure formalmente rivolta ai casi di licenziamento economico individuale, può essere usata anche per i licenziamenti collettivi.