APPRENDISTATO: NO AL RITO FORNERO
Il recesso dal contratto di apprendistato segue le regole del processo del lavoro ordinario e non può essere impugnato con il rito sommario introdotto dalla Riforma Fornero per l’accertamento della legittimità o meno del licenziamento irrogato al lavoratore dipendente.
 
Lo ha chiarito il Tribunale di Roma, con sentenza del 5 marzo 2014, nel decidere il caso di un’apprendista che, al termine del periodo di formazione, aveva ricevuto la lettera di disdetta con la quale il datore di lavoro recedeva dal rapporto.
La lavoratrice aveva impugnato la lettera di recesso (denunciando la nullità dell’apprendistato) secondo le regole del rito Fornero, chiedendo l’accertamento della nullità o dell’illegittimità del contratto di apprendistato e, di conseguenza, che fosse riconosciuto il diritto alla reintegrazione sul posto di lavoro, oltre al pagamento delle retribuzioni maturate dalla data del licenziamento fino all’effettiva reintegra.
 
Pretese non accolte dal Tribunale, dal momento che il recesso dal contratto di apprendistato non rientra tra le ipotesi previste dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, per le quali soltanto è ammessa l’impugnativa del licenziamento secondo le regole del rito Fornero. Ugualmente, anche la domanda tesa ad ottenere il riconoscimento del diritto al pagamento delle differenze retributive, avendo ad oggetto un fatto diverso dal licenziamento, risulta estranea all’ambito di applicazione del rito Fornero.