Cambio d’appalto disciplina nell’ambito della contrattazione collettiva

Il Ministero del lavoro, con risposta a interpello del 1 agosto 2012, n. 22, nel ribadire che la materia della successione degli appalti tra imprese trova la propria disciplina nell’ambito della contrattazione collettiva, ha osservato che tale tutela, avendo natura esclusivamente contrattuale, potrebbe d’altra parte avere un’efficacia limitata, dal momento che l’impresa subentrante potrebbe applicare un contratto collettivo diverso.

Il Ministero ha tuttavia precisato che, al di là della contrattazione collettiva, l’ordinamento, sia pur non disciplinando direttamente il meccanismo del cambio di appalto, concede comunque al lavoratore al quale sia stato intimato il licenziamento per cessazione dell’appalto, sufficiente tutela sia nei confronti del datore di lavoro (purché possa dimostrare l’insussistenza del giustificato motivo oggettivo del licenziamento individuale), sia nei confronti della società nuova appaltatrice (il cambio d’appalto, sia pur non rientrante nella fattispecie di trasferimento d’azienda ex art. 2112 c.c., può tuttavia esservi ricondotto laddove, in sede giudiziaria, se ne ravvisino gli elementi che ne possano accertare la sussistenza).