Monitoraggio adeguamento Decreto M.I. 269/2010

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La Corte di Cassazione, sez. lav., con sentenza del 7 settembre 2012, n. 14996, ha chiarito come, in tema di indennità risarcitoria, la riforma Fornero (legge n. 92/2012) abbia fornito un’interpretazione autentica della previsione di cui al Collegato lavoro.

L’art. 1, comma 13, della riforma Fornero, infatti, chiarisce in via definitiva che l’indennità risarcitoria per contratto a termine illegittimo (prevista dall’art. 32, comma 5, del Collegato) va intesa come omnicomprensiva, cioè che ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore, comprese le conseguenze retributive e contributive relative al periodo compreso tra la scadenza del termine e la pronuncia del provvedimento con il quale il giudice abbia ordinato la ricostituzione del rapporto di lavoro.

Inoltre, in ragione della sua natura omnicomprensiva e sanzionatoria, la stessa Corte ha chiarito che l’indennità non è assoggettabile a termine di prescrizione quinquennale, né ai termini di prescrizione brevi previsti per i salari dal Codice civile.

La Corte Costituzionale con sentenza n. 221/2012, depositata il 4 ottobre, ha escluso che la disciplina dei contratti di prossimità, contenuta nell'art. 8 della Legge 148/2011, sia lesiva delle prerogative legislative delle Regioni.

La norma in questione riconosce una particolare forza normativa ai contratti collettivi sottoscritti a livello aziendale, prevedendo che questi ultimi possano derogare alla disciplina legale e contrattuale collettiva applicabile a una determinata serie di materie, quando siano stipulati per raggiungere finalità di maggiore occupazione, qualità dei contratti di lavoro, emersione del lavoro irregolare, incrementi di competitività, gestione delle crisi, avvio di nuove attività.

Nello specifico, i contratti di prossimità possono regolare le seguenti materie:

   -impianti audiovisivi e introduzione di nuove tecnologie;

   -mansioni dei lavoratori, classificazione e inquadramento del personale;

   -contratti a termine, contratti a orario ridotto, modulato e flessibile, regime di solidarietà negli appalti e ricorso alla somministrazione di lavoro;

   -disciplina dell'orario di lavoro;

   -modalità di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite IVA, trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, fatta eccezione per i casi di licenziamento discriminatorio espressamente menzionati dalla norma.

Secondo la Consulta, premesso che il carattere tassativo dell'elenco esclude che i contratti possano avere un ambito di intervento indefinito, gli stessi non vanno ad intaccare le competenze legislative concorrenti o esclusive delle Regioni: anche quando sono stipulati per finalità di incremento dell'occupazione, infatti, non hanno comunque competenza a definire misure di politica attiva del lavoro, ma possono modificare solo regole - legali o collettive - del rapporto individuale di lavoro.

Considerato che si tratta di una materia di competenza esclusiva dello Stato - e non delle Regioni -, la Corte ha escluso qualsiasi possibile lesione delle prerogative regionali.